Gara podistica

Come si compone il percorso di una gara podistica

Per conoscere i dettagli relativi al percorso di una gara podistica, dobbiamo prima sapere esattamente cosa s’intende con il termine “podismo”. Si tratta di una categoria dell’atletica leggera che comprende ogni tipo di sport che si rapporta ad un’attività a piedi, in pista e su strada, asfaltata o sterrata, comprese tutte le gare di marcia e di corsa, le cosiddette “no-stadia”.

Podismo però, non significa semplicemente “correre”, poiché ogni gara racchiude in sé una serie di fattori che deve essere gestita da persone con un proprio ruolo e precise responsabilità. Una di queste è il cronometrista professionista: una gara non cronometrata non sarebbe tale, né per il corridore né per la competizione in se stessa. Il senso di ogni corsa, infatti, consiste nel “rincorrere” il tempo, e vincerlo!

Le categorie in cui si dividono queste attività possono essere così distinte:

Gare podistiche su pista

  • Mezzofondo, dagli 800 mt ai 3.000 mt
  • Mezzofondo prolungato, sia sui 5.000 che 10.000 mt

Gare podistiche su strada

  • Maratona
  • Mezza Maratona
  • Corsa campestre
  • Trail e Ultratrail

Marcia:

  • 20 km
  • 50 km
  • Camminata Nordica

Ovviamente, ciascuna gara prevede caratteristiche particolari, con percorsi e chilometraggi dedicati e punti specifici, come la zona partenza e quella di arrivo, la postazione sanitaria e i rifornimenti per gli atleti, ma l’elemento principale è comunque il percorso. In questa breve guida, ci soffermeremo sul quello relativo alle gare podistiche su strada, che comprendono la “regina” di tutte le corse, la maratona, la cui copertura chilometrica ufficiale, condivisa a livello mondiale, è prevista in 42.195 km.

Caratteristiche del percorso in una gara podistica su strada

Per definizione, si svolge, appunto su strada ma, in caso di condizioni particolari, come un’alta densità di traffico o similari, sono ammesse anche, purché debitamente indicate, le banchine per ciclisti, oppure un marciapiede lungo la carreggiata, a condizione che il terreno non sia né erboso né soffice. Il percorso standard, per il quale è prevista una tolleranza, solo in eccesso, dello 0,1% sulla lunghezza della gara, richiede, inoltre, due principi fondamentali, su cui si basano particolari distanze:

  • Criterio di Separazione, il quale stabilisce che fra la zona partenza e quella di arrivo non ci sia più del 50% della distanza della corsa (per la maratona, dunque, i due riferimenti non devono essere oltre i 21,097 km)
  • Criterio di Pendenza, vale a dire la differenza in discesa, sempre prendendo a riferimento partenza ed arrivo, che non deve superare 1 metro per km (1:1.000).

Per un maggior controllo, la misurazione viene eseguita con un particolare metodo, chiamato “della bicicletta calibrata”, applicando un apparecchietto conta scatti sulla circonferenza esterna della ruota anteriore di un ciclo. Al fine di attestare il rispetto delle tolleranze, ed evitare di riscontrare percorsi troppo corti in successive misurazioni, ad ogni km viene applicata una “lunghezza misurata” di 1.001 mt, pari all’1% del percorso stesso.

Deve essere eseguita lungo il tragitto più breve che un atleta possa compiere, considerando solo la parte della strada riservata alla competizione. Può essere richiesta per percorsi di qualsiasi lunghezza, ed è comunque obbligatoria per la convalida delle prestazioni organizzate dalla IAAF, l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera. Sia la zona di start che quella del traguardo, devono essere ben individuabili, e contraddistinte da una linea bianca, la cui larghezza è stabilita in 5 cm minimo.

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Affinché vengano rispettate tutte queste regole specifiche, è nominata una figura professionale di riferimento, dalla denominazione facilmente identificabile, il Misuratore di Percorso, che si occupa del controllo e della certificazione del rispetto delle regole IAAF, misurando il tracciato con un congruo anticipo rispetto al giorno di svolgimento della gara.

Deve collaborare con gli altri responsabili della gara, dal Delegato Tecnico, al quale fornisce il relativo certificato di Misurazione, all’Organizzatore, con cui prepara il percorso stesso, oltre ad assistere a tutto lo svolgimento della gara al fine di controllare che ogni atleta corra esattamente sul tracciato stabilito ed approvato.

Il percorso, che deve partire sempre sotto l’arco di rilevazione, può essere di 3 categorie:

  • In più giri, riservato a campionati con un numero limitato di atleti
  • A singolo giro, come le classiche maratone cittadine, con la zona di start e di traguardo coincidenti
  • Punto a punto, a giro unico, ma con partenza e arrivo in luoghi diversi

Non dimentichiamo nemmeno l’importanza dei punti di rifornimento, che hanno il preciso dovere di provvedere alla reidratazione, con acqua e/o bevande energetiche, e al reintegro salino e di carboidrati. L’assunzione avviene, di regola, in diverse tappe durante tutto il percorso standard, utilizzando i classici contenitori spremibili già pronti all’uso, che vengono preparati per gli atleti nei punti ristoro distribuiti lungo il tragitto e al termine. Per le gare che superano i 20 Km, i punti ristoro devono essere posizionati ogni 5 e, all’arrivo, deve essere distribuita acqua non fredda, the, frutta, latte, ecc.

Primo Soccorso & Sicurezza durante una gara podistica

Nelle gare podistiche è presente una grande concentrazione di persone, fra atleti, comitato organizzativo, volontari e pubblico. È naturale, quindi, che per tutelare una folla così numerosa sia necessario un piano di Safety & Security, che non lasci nulla al caso. Una corsa senza un preciso ordine per iniziative di primo soccorso e sicurezza, potrebbe infatti mettere a repentaglio la salute e l’integrità di una vasta folla, al punto che, complice i gravi fatti di Piazza San Carlo a Torino, nel gennaio del 2017, che causarono più di 1500 feriti e un morto, il 28 luglio dello stesso anno fu emanata dal Ministero dell’Interno una direttiva sulle manifestazioni pubbliche, che ordina in maniera stabilita l’indirizzo comune su due campi fondamentali:

  • Misure di sicurezza preventiva, al fine di tutelare l’incolumità del pubblico che segue un evento
  • Servizi di ordine e sicurezza pubblica da attuare sul campo e sul percorso, con particolare riferimento a scongiurare il pericolo di eventuali attentati e/o atti delittuosi.

Il piano di Sicurezza prevede indicazioni relative alla capienza delle aree di svolgimento delle gare, con sistemi di rilevazione numerica, percorsi di accesso e deflusso separati, e, soprattutto, un dedicato piano d’emergenza, con indicazione dei punti di ritrovo, delle vie di fuga e della squadra d’emergenza, identificabile con giubbottini specifici ad alta visibilità.

Naturalmente, a tutto questo, si aggiunge la presenza obbligatoria del Medico di Gara, che deve essere munito dell’attrezzatura di primo soccorso e, in base alla capienza, anche di una o più autolettighe, con personale a bordo. Prima della partenza, deve essere chiaro quale sia l’ospedale più vicino, e quale il tragitto più breve per raggiungerlo. Per l’applicabilità di dette regole, non si fa distinzione fra una gara con un numero esiguo di partecipanti e maratone importanti, ovviamente il tutto rapportato ai numeri necessari.

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