La corsa dopo l’infarto

L’infarto è un evento che lascia il segno, su questo non c’è alcun dubbio. Ma fortunatamente questo segno, a volte fisico e sempre comunque psicologico, può trasformarsi in evento positivo in quanto l’ex infartuato ha una sorta di “seconda chance” che, nella maggior parte dei casi, diviene l’occasione per cambiare in meglio lo stile di vita.

Un modo nuovo di vivere che non significa un modo di vivere “da malato” ma da persona che vuole proteggere la propria salute vivendo in modo più sano. E così l’infarto diventa l’occasione per adottare quelle abitudini di vita che tante volte abbiamo sentito consigliarci dal nostro medico curante e che, altrettante tante volte abbiamo disatteso.

L’ex infartuato deve imparare innanzitutto a trovare il giusto equilibrio: se da una parte deve superare l’evento, dall’altra deve ricordarlo al fine di non ricadere nei fattori di rischio che hanno portato all’evento stesso. Perché la maggior parte degli infarti sono causati da stenosi alle coronarie, causate, tra l’altro, da eccessi di colesterolo e dalla pessima abitudine di fumare.

Ecco, levando i fattori di rischio, assumendo correttamente le medicine che prescrivono i medici al momento delle dimissioni e riprendendo gradualmente le normali attività l’ex infartuato tornerà come nuovo.

Assieme a medicine, dieta sana, abbandono totale di fumo ed alcool, l’attività fisica gioca un ruolo fondamentale nell’aiuto a cuore e circolazione.

Quindi, se una volta chi aveva avuto un infarto doveva stare perennemente esente da sforzi ed attività fisica oggi si ritiene che la corretta attività fisica, previo ok del cardiologo, aiuta la ripresa e previene da un secondo infarto.

Non tutte le attività sono consigliate ma la corsa rientra appieno tra quelle che si possono eseguire, con i tempi corretti ovviamente.

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Perchè la corsa fa bene come riabilitazione

Innanzitutto la corsa è un’ottima arma di prevenzione ma è altrettanto valida come riabilitazione che, a sua volta, previene.

La corsa rafforza  il cuore abituandolo a diminuire il suo bisogno di ossigeno e consentendogli di lavorare con maggiore efficienza. La corsa diminuisce la pressione arteriosa, abbassa gli zuccheri nel sangue, riduce lo stress, aiuta a perdere peso e contribuisce ad abbassare il colesterolo dannoso e ad aumentare il colesterolo buono.

Imperativa è la  progressività dell’allenamento che deve dare modo al muscolo cardiaco allo sforzo di riadattarsi al ritmo della corsa.

Per quel che concerne il tempo dedicato alla riabilitazione occorre dapprima riprendere gradualmente a camminare, prima brevi camminate in piano che gradualmente aumenteranno di durata e intensità. Prima di sottoporsi a qualsiasi esercizio che richieda sforzo fisico ci si dovrà sottoporre a l’ecg da sforzo.

E’ molto importante sottolineare che i progressi che fanno gli ex infartuati dal punto di vista dell’efficienza fisica  vanno di pari passo con i miglioramenti dell’umore. E’ facile sentirsi depressi dopo l’infarto e constatare che si può tornare quelli di prima, o anche meglio, fa ovviamente riacquistare fiducia in sé stessi.

Quindi la corsa combatte alcuni dei fattori che aumentano il rischio di malattie cardiocircolatorie, in particolare dell’infarto, sotto il punto di vista fisico questo è molto importante ma lo è anche sotto il punto di psichico, perché la corsa è in grado di rilassare la mente e quindi di eliminare lo stress.

Se si era un runner prima di avere l’infarto si potrà riprendere a correre con le dovute precauzioni, se non lo si era prima questa può diventare l’occasione per iniziare a correre.

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