Quanto è lunga una maratona

Si dice maratona e subito si pensa ad una corsa lunga e faticosa, la cui importanza è sottolineata dal fatto che, tradizionalmente, si svolge come gara di chiusura dei giochi olimpici. Tipica gara podistica, è un’attività dell’atletica leggera, molto amata in tutto il mondo, che prevede allenamento e molto impegno.

Fra le tante che si corrono ogni anno, ne citiamo una su tutte, quella di New York, la maratona più partecipata nel mondo, che ogni volta appassiona più di 50.000 atleti provenienti dai cinque continenti e che si svolge, dal 1970, ogni prima domenica di novembre.

Come si è giunti alla lunghezza ufficiale

Sia il nome che la lunghezza della maratona non nascono a caso, ma si basano sulle gesta del soldato greco Fidippide, il quale, nell’anno 490 a.C. corse lungo i 40 km che separavano la città di Maratona dall’Acropoli di Atene, con il preciso compito di comunicare agli Ateniesi l’esito vittorioso della battaglia sui Persiani, avvenuta proprio in quella città.

Questa l’origine, in estrema sintesi, della maratona, la cui storia ritroviamo, in un passaggio fondamentale, alla prima Olimpiade moderna di Atene del 1896, quando viene istituita una corsa che doveva ricordare la mitica impresa di Fidippide. In quell’occasione, il percorso ripristinato e ricostruito quasi fedelmente, misurava esattamente 40 km, partendo appunto, anche questa volta, dalla città di Maratona, per raggiungere l’antico stadio di Atene.

A seguire, sempre in occasione di un’altra Olimpiade, questa volta a Londra nel 1908, la distanza della maratona fu allungata, in quanto la partenza venne situata al castello di Windsor e il traguardo sotto la tribuna reale dello stadio della capitale britannica, arrivando alla lunghezza di 42,195 km. Infatti, in quella gara, la distanza doveva essere coperta in 26 miglia esatte, pari a circa 41,843 km. Gli organizzatori però pensarono di aggiungere 352 metri, o meglio altre 385 iarde, al fine di giungere, concludendo la maratona, proprio al cospetto dei reali, terminando, appunto, davanti al loro palco, in una sorta di omaggio per il paese ospitante e i suoi sovrani.

Dal 1921, l’ufficialità della lunghezza divenne universale, fissandosi sulla distanza dei 42,195 km, ma fu solo dai Giochi Olimpici di Parigi di tre anni dopo, nel 1924, che tale misura fu considerata standard, al punto che venne ufficialmente adottata anche dalla IAAF (International Association of Athletics Federations, Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera).

Com’è facile intuire, un tale chilometraggio, peraltro eseguito in corsa, certamente non è facile né un’impresa di poco conto. Il fatto più sorprendente, poi, è come alcuni atleti riescano a coprire i tempi della maratona in poco più di due ore, mantenendo, per quest’impresa, una velocità media di circa 20 km/h. La maratona è, di fatto, la gara di corsa su strada più lunga in assoluto, considerando che solo la marcia (che però contempla un’altra andatura) prevede infatti una distanza maggiore, vale a dire 50 km.

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La passione italiana per la maratona

Il numero di corse nel nostro Paese, così come i partecipanti, aumenta ogni anno di più, segno tangibile che la maratona è una delle attività sportive, a livello di atletica leggera, più amate e seguite e, naturalmente, la lunghezza in km, anche in Italia, come stabilito universalmente, segue le direttive standard.

L’interesse verso questo tipo di gare è davvero in forte crescita, anche perché rispecchia il desiderio, molto condiviso, di tutti quei cittadini che vogliono unire un’attività sportiva alle bellezze del paesaggio della nostra penisola. Molti corridori, in modo particolare chi segue questo sport a livello amatoriale, oltre che per il piacere di correre e di mantenersi in forma, lo fa anche come occasione per visitare posti nuovi e interessanti.

Tutte le maratone che si svolgono in Italia sono approvate dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal).

Non possiamo non citare, come memoria storica, e perché rappresenta un pezzo del nostro passato sportivo più importante, l’italiano più famoso nella storia della maratona, quel Dorando Pietri che, proprio nell’Olimpiade di Londra del 1908, in quella che rimarrà come una delle più ricordate maratone della storia, arrivò al traguardo per primo.

Purtroppo, però, non vinse, in quanto, giunto esausto, e dopo aver impiegato più di 10 minuti per percorrere gli ultimi 500 metri, fu aiutato dai giudici di gara a stare in piedi e ad avanzare sino al traguardo, episodio che gli costò la squalifica, regalando la vittoria allo statunitense John Hayes. Pietri divenne il simbolo di tutti coloro che, pur senza vincere, ci provano e si impegnano fino alla fine.

La mezza maratona e l’ultra maratona

Come abbiamo visto, per correre una maratona ufficiale bisogna compiere il percorso di 42,195 km. Non tutti, appare evidente, possono reggere una distanza così notevole ed inoltre non tutti i percorsi si prestano ad itinerari così lunghi. Ecco perché, in alternativa, esiste una disciplina correlata alla corsa podistica su strada che, però, prevede la metà del percorso standard.

Stiamo ovviamente parlando della mezza maratona, a volte definita anche maratonina, specialità sia femminile che maschile, nata successivamente, e che si corre su una distanza stabilita esattamente a 21,0975 km. Lunghezza inferiore, certo, ma, volendo, prestazioni superiori, al punto che i podisti di alto livello la concludono in poco meno di un’ora, mantenendo una velocità media di circa 21,5 km/h.

In realtà, la mezza maratona può essere considerata una gara di fondo, poiché se è vero che, in ogni caso, si svolge comunque su una distanza significativa, è pur vero, allo stesso modo, che non raggiunge le difficoltà della maratona vera e propria a cui peraltro, molto spesso, viene abbinata per motivi organizzativi, usufruendo della stessa partenza e stabilendo un traguardo più ravvicinato, oppure un percorso alternativo, dimezzato nel kilometraggio.

Per chi, invece, preferisce la lunga distanza, oltre alle competizioni ufficiali analizzate finora, citiamo anche quelle che vengono definite le ultra maratone, corse che hanno preso piede negli anni Ottanta e, naturalmente, rappresentano quanto di più faticoso ed impegnativo si possa pensare a livello podistico.

Per fare qualche esempio, possiamo citare la Spartathlon, nata in Grecia proprio in ricordo e in omaggio a Fidippide, di ben 237 km da Atene a Sparta, ed anche Le marathon des sables, nel deserto marocchino, un’estenuante maratona di 240 km suddivisi in sette tappe.

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