Tutto sullo Skyrunning

Hai voglia di cambiare aria? Se sei disposto ad andare oltre il sentiero boschivo locale, correre lungo le creste delle montagne potrebbe essere la tua nuova attività preferita.

Cos’è lo skyrunning?

Se già correre un’ultramaratona è una grande impresa, correre a latitudini superiori ai 2.000 metri, con dislivelli notevoli e su terreni accidentati, richiede uno sforzo non adatto a tutti. Si tratta di un’attività relativamente nuova, ideata per la prima volta dall’italiano alpinista Marino Giacometti, che ha aperto la strada alle corse sul Monte Bianco e sul Monte Rosa nelle Alpi italiane nei primi anni ’90. Da allora, lo sport ha guadagnato una notevole popolarità tanto che, attualmente, si svolgono oltre 200 gare in tutto il mondo, che coinvolgono circa 50.000 partecipanti ogni anno da oltre 65 paesi e continua a crescere a un ritmo senza precedenti.

Non è difficile capire perché l’idea di correre sopra le nuvole stia guadagnando popolarità. Competere in un evento di skyrunning garantisce due aspetti difficile da trovare nella corsa classica:

  • scenari mozzafiato (beh, se le condizioni atmosferiche sono favorevoli);
  • un enorme senso di appagamento al traguardo, sapendo di essere riuscito a superare sentieri insidiosi e discese rocciose. Ma lontano dalle strade ben spianate della civiltà, le cose possono diventare difficili, molto difficili.

Skyrunning o trail running?

Lo skyrunning non è l’unica tipologia di corsa a tenersi ad alta quota. Col tempo ha infatti acquisito una propria fisionomia, che gli ha permesso di prendere le distanze da altre discipline correlate: corsa in montagna e trail running. La prima si svolge in ambienti montani e i percorsi, che per regolamento non superano i 3.000 metri di altitudine, possono comprendere brevi tratti di asfalto, ma non più del 20% della lunghezza totale, mentre la pendenza media deve essere compresa tra il 5 e il 20%. Il trail running, invece, è praticato su sentieri e strade sterrate, non solo in montagna, e le sue gare sono caratterizzate da elevati chilometraggi e pendenze che possono raggiungere anche i 5.000 metri

Anche lo skyrunning si svolge esclusivamente in ambienti montani, con tratti asfaltati che devono rimanere entro il 15% della lunghezza totale. I percorsi, tuttavia, sono più tecnici ed impegnativi e possono includere tratti da superare con l’ausilio di funi o catene mentre, per affrontare le sezioni più insidiose in discesa, agli atleti è permesso utilizzare bastoni da trekking. D’altra parte, l’altitudine che può essere raggiunta può superare anche i 4.000 metri. Le gare sono divise in quattro gruppi che mettono a dura prova anche l’atleta più allenato: Vertical, Skyrace, Ultra ed Extreme.

Le gare

La principale federazione sportiva che si occupa di skyrunning è l’International Skyrunning Federation (ISF) con sede in Svizzera. Dalla sua costituzione nel 2008, l’ISF ha riunito un totale di 41 nazioni membri. La federazione organizza tre eventi principali ogni anno tra cui i campionati mondiali di Skyrunning con tre diverse discipline. Per quanto riguarda la National Series, solo quest’anno offre 65 gare individuali in oltre 8 paesi, dal Portogallo al Giappone.

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Non sarebbe giusto non parlare del Tromso Skyrace. Descritto dagli organizzatori come “un posto dove correre tra il cielo e la terra”, il paesaggio norvegese offre alcune delle viste più panoramiche che un corridore possa provare. Il percorso include campi innevati, tratti forestali e ampie vallate, per non far mai annoiare il corridore.

Non possiamo parlare di correre sulle montagne senza menzionare i pericoli. Per cominciare, la maggior parte delle gare è limitata a 250 partecipanti per ridurre al minimo il rischio di incidenti mortali dovuti al sovraffollamento.

Non mancano gare per i principianti, come la Scafell Sky Race nel Lake District, nel Regno Unito. Ci sono tratti che richiedono abilità e coraggio, ma niente che non possa essere conquistato con un allenamento intelligente. È un ottimo punto di partenza con panorami straordinari, percorsi tecnici e numerose sezioni percorribili.

Anche in Italia non mancano le gare, organizzate soprattutto da Skyrunning Italia, che partecipa ai campionati regionali, al campionato italiano e le selezioni degli atleti indirizzati a giocare in nazionale.

L’attrezzatura

Qualsiasi tipo di approccio alla montagna, non può mai prescindere dalla giusta attrezzatura. Il kit giusto parte da un paio di scarpe da corsa specializzate per l’alta montagna. Investite su un modello con suola in gomma, in grado di far presa su terreni rocciosi duri, fango e pietre bagnate. Mai risparmiare quando c’è in gioco la sicurezza!

Molti skyrunner non si separano dai propri bastoncini da trekking per aiutarsi durante i tratti in salita. Una coppia versatile e leggera è una preferenza ovvia. Inoltre, avrai bisogno di uno zaino leggero che possa trasportare acqua, cibo, una giacca antivento e pantaloni in tessuto tecnico, una coperta di salvataggio, un telefono, un cappello e guanti.

L’orientamento

Poiché i percorsi di skyrunning non sono contrassegnati, dovrai localizzare un certo numero di checkpoint con l’ausilio di nient’altro che una mappa e una bussola. Quindi, se le tue abilità  sono arrugginite, iscriviti a un corso di orientamento, ne esistono anche online. E, una volta acquisite le basi giuste, Tom Evans, corridore sulle grandi distanze, dice che è solo questione di avere fiducia nelle proprie capacità (e nella bussola!).

Se ti trovi in una grande città, allenarti per una corsa in montagna può essere complicato. Nelle aree urbane è difficile trovare una latitudine superiore ai 100 metri, ma Evans ritiene che non dovresti preoccuparti troppo. Il consiglio è quello di trascorrere qualche fine settimana in un ambiente simile a quello della gara. Se ciò non fosse fattibile, devi solo reinventare il tuo programma di allenamento e andare in cerca delle colline. Spesso, con una piccola ricerca, sarai in grado di trovare l’ambiente adatto.

Lo Skyrunning è l’attività giusta per chi ama praticare sport che richiedono un grande sforzo fisico ma non vuole trascurare il piacere di un’esperienza di totale immersione nella natura, la sensazione di farne parte, completamente integrata in paesaggi che solo dalle cime delle montagne che puoi goderti.

 

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